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Verona e i poeti: non solo Shakespeare

Verona e i poeti: non solo Shakespeare

Gennaio 2022

Valerio Catullo

“Amami quando meno lo merito, perché sarà quando più ne avrò bisogno.”

Se dovessimo trovare, nei tempi antichi, un’icona che rappresenti il nostro motto preferito, We stand for lovers, Gaio Valerio Catullo, poeta dell’antica Roma, sarebbe un ottimo candidato.

Catullo nasce a Verona nell’ 84 a.C. in una ricca famiglia nobile che aveva rivestito un ruolo molto importante nella fondazione della città. Nel 60 a.C. il giovane si trasferisce a Roma, dove inizia la travagliata relazione con Clodia, Lesbia nei suoi poemi. Il rapporto è burrascoso e le pene d’amore di certo non mancano.

Catullo torna di frequente e volentieri a Verona, più precisamente a Sirmione. Qui sorge la villa che, a partire dal Rinascimento, viene rinominata in suo onore Grotte di Catullo e di cui vi abbiamo parlato nel post Lago di Garda: i luoghi più romantici, da non perdere. Si tratta di una delle ville romane meglio conservate del Nord Italia.

Per quale motivo crediamo che Catullo possa essere ambasciatore del nostro messaggio? Perché nei suoi versi troviamo una grande innovazione: scrivere di amore e sentimenti con un’intensità che, prima di lui, nessun poeta aveva mai manifestato.

Dante Alighieri

“Le sue magnificenze conosciute
saranno ancora, sì che ‘suoi nemici
non ne potrai tener le lingue mute.”
(La Divina Commedia, Paradiso, canto XVII, vv.70-93)

Dante trascorse a Verona ben sette anni durante il suo esilio da Firenze come ghibellino, tanto da definirla, nel Paradiso, il “primo rifugio e ‘l primo ostello”. Vi arriva per la prima volta nel 1303 e vi soggiorna per circa un anno, ospite di Bartolomeo della Scala. La seconda permanenza è molto più lunga e si protrae dal 1312 al 1318, questa volta ospitato dal fratello di Bartolomeo, Cangrande della Scala. Proprio a lui, più tardi, dedicherà l’intera cantica del Paradiso.

Per rendere omaggio al sommo poeta recatevi prima di tutto in Piazza dei Signori, chiamata anche Piazza Dante proprio per la statua, collocata al centro. Anche nel chiostro del Duomo troverete poi una targa a lui dedicata. Vi suggeriamo poi una tappa alla Biblioteca Capitolare, di cui vi abbiamo parlato nell’articolo 3 curiosità e leggende da sapere su Verona, dove Dante amava consultare testi antichi.

Berto Barbarani

“Voria cantar Verona, a una çerta ora / de note, quando monta su la luna:
quando i boschi che dorme el par che i cora / dentro sogni de barche a far fortuna
drio a l’aqua de l’Adese, che va / in çerca de paesi e de çità…
E alora che è finì tuto el sussurro / speciarla zò ne l’Adese, dai ponti,
e comodarla mi, muro par muro, / tuta forte nel çercolo dei monti…”

Roberto Tiberio Barbarani nasce a Verona il 3 dicembre del 1872 e può essere definito uno dei maggiori poeti italiani e dialettali del Ventesimo secolo.

I protagonisti dei suoi versi sono la vita quotidiana della gente veronese, le vicende del popolo, gli amori e le sofferenze. Vi troviamo anche dei veri e propri inni, delle dichiarazioni d’amore alla città. La poesia di Barbarani risentirà tuttavia, verso la fine della sua vita, del senso di precarietà ed incertezza inevitabilmente portati dalla Seconda Guerra Mondiale.

L’utilizzo della lingua dialettale di Barbarani ha avvicinato ancora di più il poeta ai suoi concittadini, grazie anche alle collaborazioni con alcuni quotidiani locali. Barbarani si spegne nella sua amata Verona, il 27 gennaio 1945.

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