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Il dietro le quinte dell’Opera: curiosità ed aneddoti

Il dietro le quinte dell’Opera: curiosità ed aneddoti

Giugno 2023

Come abbiamo raccontato nell’articolo Verona e l’Opera: storia d’amore all’Arena, nessuna forma d’arte ha mai caratterizzato l’essenza culturale di Verona più dell’opera lirica.

In occasione del centenario del Verona Opera Festival vi portiamo virtualmente nel “dietro le quinte”, svelando alcune curiosità e qualche aneddoto interessante relativi alla storia e alle tradizioni del “recitar cantando”.

L’Orfeo: l’opera più antica

Al centro dei primi tentativi di musicare i drammi, tra il XVI e il XVII secolo, vi furono storie mitologiche o pastorali. Uno dei primi melodrammi fu infatti L’Orfeo, composto da Claudio Monteverdi che si ispirò al mito greco.

La prima rappresentazione ebbe luogo nel 1607, nel palazzo ducale dei Gonzaga a Mantova.

Le voci nell’opera

Nella sua terminologia l’opera fa delle distinzioni tra le voci maschili e quelle femminili. I cantanti maschi si dividono in basso, baritono e tenore. Il basso è la voce maschile grave, attribuita spesso a personaggi anziani, oppure buffi. Il baritono di solito impersonifica il malvagio, con la voce tra il basso e l’acuto. Infine il tenore, la voce maschile più acuta, solitamente è il protagonista o l’eroe.

Le voci femminili invece si dividono in contralto, mezzosoprano e soprano. Contralto è la più grave, assegnata al personaggio drammatico. Mezzosoprano è intermedia tra grave e acuta e spesso caratterizza l’antagonista o la rivale del soprano. Soprano è generalmente la protagonista femminile, con ruolo positivo.

Maria Callas e La Carmen di Bizet

La Carmen è una celebre opera di George Bizet, ambientata a Siviglia, che racconta la travagliata storia d’amore tra José e Carmen. È tra le più apprezzate non solo durante la stagione all’Arena di Verona, ma in qualsiasi festival dedicato alla lirica.

Maria Callas non ha mai voluto interpretare la protagonista di questa opera, ritenendo di non possedere la giusta presenza scenica. Sosteneva infatti che sua struttura massiccia e le caviglie, a suo dire, enormi, non le avrebbero permesso di ballare, se non goffamente.

Incise tuttavia l’opera sotto la direzione del maestro Georges Prêtre nel 1964. Nonostante non abbia mai portato il personaggio di Carmen sui palcoscenici, la sua interpretazione registrata rappresenta ugualmente un punto di riferimento nella storia della lirica.

Fare “tableau”: cosa significa?

“Tableau”, dal francese, si traduce letteralmente in “quadro”. Questa espressione, in ambito teatrale, indica il momento in cui, durante la rappresentazione, protagonisti e coro devono restare immobili.
In genere lo si prevede alla fine di un atto, dura pochi secondi e, proprio come un quadro, serve al pubblico per apprezzare scenografia, coreografia e costumi. E, ovviamente, per applaudire!

Il compositore più rappresentato al mondo

Giuseppe Verdi conquista il podio di compositore più rappresentato al mondo, seguito da Wolfgang Amadeus Mozart e, al terzo posto, da Giacomo Puccini. La Traviata di Verdi, che racconta la tragica storia d’amore tra un giovane di buona famiglia, Alfredo, e una cortigiana malata di tisi, Violetta, ad oggi conta, da sola, ben 19mila rappresentazioni e quasi 3000 produzioni.

La stagione in corso prevede sei serate dedicate proprio a La Traviata di Verdi. Potete consultare gli appuntamenti, insieme al resto del calendario, visitando la pagina dedicata alla Stagione Lirica Areniana.

Non perdetevi i prossimi appuntamenti; grazie al nostro Pacchetto Arena Opera Festival potrete godervi una serata lirica sotto le stelle accompagnati da tanti benefit riservati ai nostri Ospiti!

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